Tecarterapia dopo un intervento per endometriosi: che cosa sappiamo sul dolore?

Le evidenze disponibili sulla radiofrequenza per il dolore associato all’endometriosi comprendono una piccola serie clinica. Per il dolore persistente dopo la chirurgia, resta da stabilire quanto la tecarterapia aggiunga alla riabilitazione e in quali pazienti [1, 2].

Da dove partire quando il dolore persiste

Dopo un intervento per endometriosi, sede del dolore, andamento nel tempo, rapporto con il ciclo e sintomi associati aiutano a orientare la rivalutazione ginecologica. La valutazione fisioterapica può esplorare eventuali difficoltà di movimento, dolorabilità muscolare e capacità di rilassare il pavimento pelvico. Il percorso riabilitativo si coordina con il follow-up postoperatorio [1, 3].

Che cosa è stato studiato

Una serie clinica pubblicata ha osservato gli esiti dopo un trattamento con radiofrequenza dielettrica monopolare intracavitaria in donne con dolore associato a endometriosi. Il disegno senza confronto consente di descrivere quanto osservato, ma lascia incerto il contributo del trattamento. La tecnica studiata va distinta da altri dispositivi e protocolli di tecarterapia [2].

Che cosa può valutare la riabilitazione

Gli obiettivi possono riguardare il ritorno graduale alle attività, la tolleranza al movimento o la gestione della dolorabilità muscolare. La fase di guarigione, i sintomi e le indicazioni del team che ha seguito l’intervento orientano i tempi della valutazione. Le decisioni sulle cure per l’endometriosi restano parte del percorso ginecologico [1, 3].

Fonti

1. ESHRE, linea guida sulla diagnosi e gestione dell’endometriosi, 2022

2. Fortún-Rabadán et al., radiofrequenza intracavitaria nel dolore associato a endometriosi, 2022

3. Del Forno et al., trial sulla fisioterapia del pavimento pelvico nell’endometriosi profonda, 2024

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