In breve: la tecarterapia è un trattamento sicuro se eseguito da un fisioterapista dopo una valutazione. Non va fatta in alcuni casi precisi: gravidanza, pacemaker o altri dispositivi impiantabili attivi, tumori, morbo di Parkinson, infezioni, tromboflebiti, disturbi della coagulazione e arteriopatie, e quando il paziente non percepisce bene il calore. Gli effetti collaterali sono rari e transitori: calore, arrossamento e, a volte, un lieve calo di pressione.
Cos’è la tecarterapia, in due righe
La tecarterapia è una terapia fisica che usa un’energia elettromagnetica a radiofrequenza per stimolare i tessuti dall’interno. Aumenta circolazione e metabolismo locali e favorisce i processi naturali di riparazione. Si usa in fisioterapia muscolo-scheletrica, nello sport, nella riabilitazione del pavimento pelvico e in ambito dermatofunzionale. Per approfondire: Tecarterapia: come funziona e a cosa serve.
Quando la tecarterapia è controindicata
La tecarterapia Fisiowarm è indicata per pazienti adulti, uomini e donne. Non si esegue in queste situazioni:
- Pacemaker e altri dispositivi impiantabili attivi di supporto vitale: il campo elettromagnetico può interferire con il loro funzionamento.
- Gravidanza.
- Tumori (neoplasie).
- Morbo di Parkinson.
- Infezioni in corso.
- Tromboflebiti, disturbi della coagulazione (coagulopatie) e arteriopatie.
- Deficit di sensibilità: quando il paziente non riesce a percepire il calore o a comunicare un eventuale dolore.
Le situazioni da valutare caso per caso
Ci sono poi condizioni in cui la tecarterapia non è esclusa a priori, ma il fisioterapista decide se e come trattare.
| Situazione | Perché serve attenzione | Cosa si fa |
|---|---|---|
| Protesi e mezzi di sintesi metallici (placche, viti, chiodi) | Il metallo può concentrare l’energia e il calore | Si tratta solo con l’autorizzazione del medico che ha eseguito l’intervento, sotto supervisione medica e in modalità capacitiva |
| Trattamenti in zona cervicale con alterazioni della circolazione | Possono comparire sintomi legati a quella zona | Si procede con cautela |
Controindicazioni specifiche per il pavimento pelvico
Nella riabilitazione del pavimento pelvico con radiofrequenza, oltre alle controindicazioni generali, il trattamento non si esegue in caso di:
- patologie neoplastiche o infettive della prostata;
- patologie infiammatorie, vascolari o neoplastiche della parete anorettale, come colite ulcerosa e morbo di Crohn;
- stimolatori impiantati a livello sacrale;
- lesioni della mucosa e infezioni locali, come eruzioni, ascessi e fistole;
- contraccettivi meccanici intrauterini, compresa la spirale (IUD).
Effetti collaterali: cosa può succedere
Gli effetti collaterali della tecarterapia sono poco frequenti e quasi sempre lievi:
- Sensazione di calore durante e subito dopo la seduta. È normale e voluta.
- Arrossamento della pelle nella zona trattata, che passa in poco tempo.
- Aumento temporaneo del dolore durante il trattamento. Può essere normale: il fisioterapista riduce potenza e durata dell’applicazione.
- Lieve calo della pressione (ipotensione) transitorio. Per questo è bene restare qualche minuto seduti prima di lasciare lo studio.
Se compare un’irritazione della pelle dovuta al trattamento, la terapia si sospende e si consulta il medico. Per ridurre ogni rischio, la tecarterapia va eseguita da un professionista formato, con un dispositivo certificato.
Cosa chiede il fisioterapista prima della prima seduta
Una buona anamnesi è la prima garanzia di sicurezza. Prima di iniziare, il fisioterapista chiede:
- se il paziente porta pacemaker o altri dispositivi impiantabili attivi, compresi gli stimolatori sacrali;
- se ha protesi o mezzi metallici, dove si trovano e chi ha eseguito l’intervento;
- se è in gravidanza o potrebbe esserlo;
- se ha o ha avuto tumori, morbo di Parkinson, tromboflebiti, disturbi della coagulazione o arteriopatie;
- se ha infezioni in corso;
- se ha zone con sensibilità ridotta o difficoltà a riferire dolore;
- per i trattamenti del pavimento pelvico: se usa la spirale, se ha patologie della prostata o della parete anorettale, lesioni o infezioni locali.
Se compaiono segnali d’allarme (red flags), il fisioterapista rimanda il paziente al medico prima di trattare.
Quando interrompere la seduta
Durante la tecarterapia il paziente deve sentire un calore piacevole. Se il dolore aumenta, il fisioterapista riduce potenza e durata dell’applicazione. Se il dolore persiste, interrompe il trattamento e indirizza il paziente al medico che lo ha prescritto. Il trattamento si sospende anche in caso di irritazione della pelle.
Domande frequenti
La tecarterapia fa male?
No. Si avverte un calore profondo e piacevole. Se il calore diventa fastidioso, l’intensità va ridotta.
Si può fare la tecarterapia con una protesi metallica?
Sì, ma solo con l’autorizzazione del medico che ha eseguito l’intervento, sotto supervisione medica e in modalità capacitiva.
Si può fare la tecarterapia in gravidanza?
No, per precauzione la tecarterapia non si esegue in gravidanza.
Chi ha il pacemaker può fare la tecarterapia?
No. Pacemaker, defibrillatori e altri dispositivi elettronici impiantati sono una controindicazione.
La tecarterapia ha effetti collaterali?
Sono rari e transitori: calore e arrossamento, a volte un aumento momentaneo del dolore o un lieve calo di pressione. Per questo conviene restare qualche minuto seduti prima di andare via.
Si può fare la tecarterapia del pavimento pelvico con la spirale?
No. I contraccettivi intrauterini, come la spirale, sono una controindicazione ai trattamenti con radiofrequenza del pavimento pelvico.
Fonte delle controindicazioni: manuale d’uso Fisiowarm 7.0. Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce la valutazione del medico o del fisioterapista.
A cura del team scientifico Fisiowarm – Aggiornato il 6 novembre 2026